TODO CAMBIA ...
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domenica 2 settembre 2018
Film-fake sobre el Puente Bolívar que une Venezuela y Colombia
L’uso strumentale delle informazioni manipolate con scopi di propaganda politica non finisce mai. E’ il caso del filmato girato sul ponte Bolivar che collega Venezuela e Colombia da cineoperatori americani a luglio 2016 tagliato e cucito ad arte e spacciato a fine agosto 2018 per rappresentare l’esodo dei “Venezuelani che muoiono di fame”. In realtà le migliaia di persone che vengono inquadrate dall’alto con un drone attraversano il ponte quotidianamente per entrare nel dipartimento colombiano di Norte de Santander. La fila si è determinata a partire dal 20 agosto 2015 quando Maduro ha imposto il controllo dei documenti ad eccezione degli scolari e dei malati. Non c’è invece alcun controllo da parte della Colombia. La misura è stata necessaria per frenare la piaga del contrabbando tra Colombia e Venezuela, che si è ridotta ma non è scomparsa, soprattutto quella del commercio illegale di benzina verso la Colombia. Si tratta dunque di un filmato di frontalieri che ogni giorno percorrono il ponte per lavoro, scuola, motivi familiari.
domenica 25 marzo 2018
Cominciai a viaggiare per l’America Latina….
Il mio viaggio sulle orme del Che in Bolivia nel 50° anniversario della sua scomparsa
Cominciai a viaggiare per l’America Latina….
Rubo le parole di Ernesto Guevara de la Serna e sono sicuro che mi perdonerà…
“Ho visitato in qualche modo quasi tutti i paesi di questo continente e per le condizioni dei miei viaggi cominciai a entrare in contatto con le miserie, le difficoltà di curare un figlio…
E aggiungo …le paure di un domani meno buio, con le speranze che ogni donna e ogni uomo meritano.
Arrivato a Vallegrande, il giorno otto di ottobre, io e il mio amico di sempre Andrea Gallorini, siamo andati diretti al centro culturale Guevara. Il centro moderno e funzionale racconta, attraverso foto e mappe, il viaggio del Che in Bolivia, la sua avventura, la sua idea generosa di coinvolgere i boliviani in un processo rivoluzionario.
La Storia e le storie degli indomiti (qualcuno dice illusi) uomini che combatterono, molti dei quali trovarono la morte tra quella natura impervia. Ho ripercorso quel tragitto fino ad arrivare a La Higuera, luogo dove fu arrestato e ammazzato il Che.
Oggi l’immagine del Che è un’icona sfruttata in ogni parte del mondo. Il suo viso, il suo basco nero con la stella rossa, il suo sorriso, capeggiano su ogni maglietta, spilletta, poster, adesivi che hanno riempito il mondo intero. La Cia che volle la sua morte, ha contribuito in parte a renderlo immortale e, al pari di altre icone, è diventato un volto sfruttato e buono per occasioni di guadagno. In realtà troppi non conoscono o trascurano il suo pensiero, l’idea di un uomo nuovo capace di lottare e sacrificarsi per i più deboli, la sua onestà morale e intellettuale capace di trascinare i suoi compagni, il desiderio di rinunciare ai beni materiali affinché altri, i meno abbienti, ne potessero beneficiare. Il viso del Che, i suoi sorrisi, i suoi sguardi vanno bene per gli affari, per vendere, per arricchire chi di immagini commercia. L’esatto opposto di quello che in realtà lui andava raccontando. Noi, che abbiamo visto le miserie di un mondo che non si arrende, abbiamo il dovere di far sì che il pensiero del Che non vada a vantaggio del commercio spiccio e vuoto. Abbiamo il dovere di diffondere il suo pensiero che ha alla base l’uomo e le sue miserie, l’aiuto reciproco, la solidarietà, il desiderio di essere costruttore di un mondo più giusto, di portare in nuovi campi di battaglia la sua fede nell’uomo, la lotta all’imperialismo, allo sfruttamento. Abbiamo l’obbligo! ... affinché la sua figura non resti quella di un’icona vuota, un’immagine utile per riempire un muro bianco e niente più.
giovedì 14 dicembre 2017
Il canto delle nuvole
Santiago arrivò nelle prime ore del pomeriggio a Sendero Rico, la finca dove i suoi risiedevano ormai
abitualmente. Fu informato da un maggiordomo che suo padre lo attendeva nello
studio e desiderava avere un colloquio con lui, immediatamente. Indossò una
camicia pulita, cravattino e giacca, si pettinò e lo raggiunse. Davanti alla
porta dello studio respirò a fondo e bussò. Quando entrò, l’odore del cuoio lo
inebriò come ogni volta. Trovò suo padre intento nel versare il ron in due
bicchierini. Ne accettò uno mentre il vecchio alzò il secondo per un brindisi che non aveva bisogno di
parole. La luce, proveniente dall’esterno, illuminava il volto dell’anziano
dall’espressione severa. Il vestito scuro e la camicia bianca abbottonata fino
al collo senza cravatta, completava un quadro da resa dei conti. Sapevano
entrambi di avere tutto il tempo del mondo.
Salvador, per tutti jefe Gutierrez, prese posto dietro la scrivania, sulla
poltrona di cuoio. Alle sue spalle c'era il ritratto a olio dei nonni di
Santiago, jefe Hadar e sua moglie Luna.
“Sono lieto di sapere che non ti hanno ammazzato” – disse il vecchio con un sorriso amaro.
Toccò a Santiago, sorridere.
“Non voglio trattenerti, figlio mio ma ... credo che entrambi abbiamo bisogno di chiarimenti e devo chiederti alcune cose”.
“E’ un vostro diritto” – e si sedette di fronte a suo padre.
“Quando sono arrivati gli americani hanno usato le stesse parole… E’ un vostro diritto...”
“Ma voi siete mio padre e non siete nordamericano”.
“Sono lieto di sapere che non ti hanno ammazzato” – disse il vecchio con un sorriso amaro.
Toccò a Santiago, sorridere.
“Non voglio trattenerti, figlio mio ma ... credo che entrambi abbiamo bisogno di chiarimenti e devo chiederti alcune cose”.
“E’ un vostro diritto” – e si sedette di fronte a suo padre.
“Quando sono arrivati gli americani hanno usato le stesse parole… E’ un vostro diritto...”
“Ma voi siete mio padre e non siete nordamericano”.
Il
libro è disponibile in formato e-book su Amazon e Feltrinelli.
Graditi i commenti!
Questo libro è il terzo di una
saga iniziata con “Tabacco”, proseguita con “Luna Nuova” e che terminerà con
“Il vento prima del vento”. Ogni volume può essere letto in modo separato o in
sequenza ma è importante sapere che in ognuno racconto una rivoluzione che il
popolo cubano ha realizzato per sconfiggere il malaffare, la prepotenza degli
invasori e che marchia con il fuoco della ribellione la storia dell’isola
caraibica. Per collocare storicamente le vicende di questo terzo volume, ho
attinto dal libro di Paco Ignacio Taibo II “Un hombre guapo” – edizioni Tropea
(2010) che ha narrato, con rara maestria, la vita di Tony Guiteras. Lo
scrittore racconta, oltreché la vita del lungimirante Tony, anche le vicende
della dittatura cubana del 1933, degli omicidi, della ingerenza degli Stati
Uniti d’America e di un gruppo di ribelli che lottarono per la libertà
dell’isola. Ho scomodato José Martì per raccontare il desiderio di libertà dei
cubani e alcuni grandi intellettuali italiani del ‘900 per raccontare la
solitudine di chi lotta senza arrendersi. Tributi non meno importanti arrivano
dai miei amici cubani, puri ideologicamente e rivoluzionari nella pratica di
ogni giorno, che sanno trasmettere, come nessuno, la necessità di una
rivoluzione, un canto oggi più che mai necessario. Grazie ai loro consigli ho
ricreato l’atmosfera delle lotte degli studenti, del movimento operaio e di una
rivoluzione iniziata negli anni ’30 del ‘900 e non ancora terminata. Sui loro
pensieri ho innestato la storia dei Gutierrez, personaggi inventati che mi
rappresentano in quanto, se è vero che per motivi anagrafici non ho potuto
essere presente nel tempo da me raccontato, è anche vero che lo avrei voluto
vivere appieno, cibandomi di fermenti culturali e rivoluzionari che solo un
popolo come quello cubano ha saputo sviluppare. Ai miei amici rivolgo come
sempre un saluto alla cubana: Hasta la victoria…
sabato 18 novembre 2017
Il canto delle nuvole - Video di presentazione
Questo libro è il terzo di una
saga iniziata con “Tabacco”, proseguita con “Luna Nuova” e che terminerà con
“Il vento prima del vento”. Ogni volume può essere letto in modo separato o in
sequenza ma è importante sapere che in ognuno racconto una rivoluzione che il
popolo cubano ha realizzato per sconfiggere il malaffare, la prepotenza degli
invasori e che marchia con il fuoco della ribellione la storia dell’isola
caraibica. Per collocare storicamente le vicende di questo terzo volume, ho
attinto dal libro di Paco Ignacio Taibo II “Un hombre guapo” – edizioni Tropea
(2010) che ha narrato, con rara maestria, la vita di Tony Guiteras. Lo
scrittore racconta, oltreché la vita del lungimirante Tony, anche le vicende
della dittatura cubana del 1933, degli omicidi, della ingerenza degli Stati
Uniti d’America e di un gruppo di ribelli che lottarono per la libertà
dell’isola. Ho scomodato José Martì per raccontare il desiderio di libertà dei
cubani e alcuni grandi intellettuali italiani del ‘900 per raccontare la
solitudine di chi lotta senza arrendersi. Tributi non meno importanti arrivano
dai miei amici cubani, puri ideologicamente e rivoluzionari nella pratica di
ogni giorno, che sanno trasmettere, come nessuno, la necessità di una
rivoluzione, un canto oggi più che mai necessario. Grazie ai loro consigli ho
ricreato l’atmosfera delle lotte degli studenti, del movimento operaio e di una
rivoluzione iniziata negli anni ’30 del ‘900 e non ancora terminata. Sui loro
pensieri ho innestato la storia dei Gutierrez, personaggi inventati che mi
rappresentano in quanto, se è vero che per motivi anagrafici non ho potuto
essere presente nel tempo da me raccontato, è anche vero che lo avrei voluto
vivere appieno, cibandomi di fermenti culturali e rivoluzionari che solo un
popolo come quello cubano ha saputo sviluppare. Ai miei amici rivolgo come
sempre un saluto alla cubana: Hasta la victoria…
domenica 9 aprile 2017
Parole e musiche per Tabacco di Roberto Pazmino e yo
Il progetto nacque diverso
tempo fa ma si concretizzò in un teatro in un'atmosfera densa di emozioni. Quel
giorno, sullo schermo, si proiettava un'intervista al comandante eterno Ugo
Chavez. Ero arrivato tardi e avevo visto un posto riservato ma senza occupante,
bloccato da Roberto Pazmino che quando mi vide mi invitò a sedermi. Ascoltammo
l'intervista di Gianni Minà e subito dopo le parole dell'ambasciatore del
Venezuela. Alla fine, quando ci alzammo, dopo molti minuti di applausi,
domandai a Roberto: "Suoni sempre la chitarra?" Domanda insolita in
quel momento. Eravamo in piedi, tra la gente che sciamava per i corridoi
diventati all'improvviso troppo stretti per tutta quella emozione che il
Comandante Eterno aveva distribuito nell’aria con generosità.
Sorrise.
"Ma tu componi i testi?"
Sorrise e annuì.
"Ho in testa un'idea folle. Di quelle idee che quando partono pensi
che sono troppo folli per essere realizzate e per questo ci voglio provare".
Mi guardò. Forse pensando che era un pazzo a piede libero. In fondo ci
conoscevamo da poco tempo e l'incontro era stato più che casuale. Certo,
avevamo molte cose in comune. Gli ideali, l'America Latina, il senso di
giustizia sociale. E, aggiungo adesso, la voglia di sognare.
Comunque, in un angolo della platea in cui eravamo stati sospinti dalla
folla decisi di osare: "Senti sto cercando un musicista per fare alcune
canzoni a Tabacco, il primo volume della saga. Perché non ne parliamo?”
Lessi nei suoi occhi lo
stupore, la sorpresa di una proposta inaspettata e comunque gradita, sognata da
tempo, come mi raccontò in seguito. Disse subito di sì. Ci abbracciammo felici.
Racconto sempre questa piccola
storia di empatia e sogni, cresciuta tra le parole di un romanzo, i suoni di
sei corde e la voce profonda che la accompagna.
venerdì 18 novembre 2016
Luna Nuova - Il romanzo di una Rivoluzione
L'Avana 1868: Un gioco di maschere, tra vendette, santeria, notti di follie, colpi di scena e la vita facile e sazia della ricca borghesia che detiene il potere in opposizione a quella idealista e segreta dei rivoluzionari cubani. Luna Nuova, è il secondo romanzo, dopo Tabacco, sulla famiglia Gutierrez.
mercoledì 27 novembre 2013
I miei viaggi
Costa Rica (2011)
Cartagena de la India - dic 2011
Libia mon amour
Atacama, Cile
domenica 1 settembre 2013
"Parole dal Mare" ad Approdo alla Lettura
lunedì 28 gennaio 2013
Caffè Letterario, presentato il romanzo “Tabacco”
Dal blog di Riccardo Corbucci, Vice Presidente del IV Municipio.
Una bella domenica con amici e compagni al circolo PD Nuovo Salario nel IV municipio di Roma. Caffè Lettario ha ospitato "Tabacco", per parlare delle rivoluzioni cubane e delle nostre (necessarie).
Una bella domenica con amici e compagni al circolo PD Nuovo Salario nel IV municipio di Roma. Caffè Lettario ha ospitato "Tabacco", per parlare delle rivoluzioni cubane e delle nostre (necessarie).
lunedì 24 dicembre 2012
sabato 22 dicembre 2012
Spazi all'arte ospita Tabacco
Questa volta si gioca in casa. Alle 18. Sarò ospite di una associazione del territorio, con un vecchio saggio al mio fianco e due bottiglie di buon rhum rigorosamente cubano, per brindare. Pittori e gente di cultura. Entusiasmo e partecipazione. Come dovrebbe essere la Cultura. E' soprattutto su questa parola che dovremmo riflettere. Per non chiuderci nei nostri recinti mentali. Partecipazione... troppe volte manca all'appello. E subito dopo: Rivoluzione. Hasta siempre.
domenica 16 dicembre 2012
lunedì 26 novembre 2012
"Tabacco" a Bologna
Presentazione del libro "Tabacco" di Roberto Fraschetti presso il Caffé Lettarario dell'Angolo dell'Avventura di Bologna. Responsabile Gianni Bersani.
venerdì 2 novembre 2012
lunedì 15 ottobre 2012
Tabacco a Mare in Vista III Ed.
Il filmato della manifestazione "Mare in Vista", III ed. a questo link
domenica 5 agosto 2012
Tabacco
Disponibile anche in versione e-book su: Amazon, ITunes, Feltrinelli
Siviglia, febbraio 1838. Quella notte, con i nervi a fior di
pelle e la gola chiusa dalla nausea, Universo Diaz continuò a marciare avanti e
indietro nella sua stretta cella. Quattro mura di pietra, nere di sporcizia, con
due sole aperture: la porta di ferro e in alto una fessura dalla quale spuntava
un rettangolo di cielo nero. Una ciotola con una stoppino e dell’olio era
appesa sopra un bugliolo nauseabondo che serviva da latrina, e lungo la parete
erano sistemati alcuni pagliericci non occupati, se non dalla pulci. Aveva
udito alcuni sventurati come lui gridare, accompagnati dai soldati. Alla fine,
stremato, si era sdraiato respirando ancora il sapore della bella marchesa che
i suoi vestiti ancora esalavano. I suoi pensieri erano agitati dall'ansia di
dover essere interrogato. Una voce lontana, lo raggiunse: “Ci uccideranno.
Nessuno di noi resterà vivo”. L’idea di morire lo spaventava più di quanto si
aspettasse. Meno delle torture che avrebbe certo subito. Lo avrebbero
costretto a confessare cose a lui sconosciute. Era caduto in una trappola e,
solo in quel momento, aveva capito che l’obiettivo era molto più in alto e
lontano da lui. Universo, sul pagliericcio, si addormentò. Era rosso in viso,
con i capelli e pesava come un piccolo torello. Non furono necessari troppi
sforzi per farlo urlare. Dopo il primo colpo già fece capire che razza di anima
avesse visto la luce. “Che nome gli metterete ?” – chiese la levatrice,
posandolo fra le braccia del padre. La partoriente, sfinita, intervenne senza
capire di cosa si stesse parlando: “Ho visto tutte le stelle dell’universo e
non pensavo che fosse così grande”. Il marito, che aveva sofferto con lei
durante il travaglio e più di ogni altra cosa al mondo temeva di perderla, emozionato,
sollevò il piccolo in aria, ripetendo le parole della moglie:”Grande come
l’Universo”. “Si – sospirò la donna confusa – lo chiameremo così”. “Come?”
“Universo”. “Ma che nome è?” – chiese ancora l’uomo. “E’ un nome bellissimo.
Si, hai ragione caro, lo chiameremo Universo”.
Siviglia, febbraio 1838. Quella notte, con i nervi a fior di
pelle e la gola chiusa dalla nausea, Universo Diaz continuò a marciare avanti e
indietro nella sua stretta cella. Quattro mura di pietra, nere di sporcizia, con
due sole aperture: la porta di ferro e in alto una fessura dalla quale spuntava
un rettangolo di cielo nero. Una ciotola con una stoppino e dell’olio era
appesa sopra un bugliolo nauseabondo che serviva da latrina, e lungo la parete
erano sistemati alcuni pagliericci non occupati, se non dalla pulci. Aveva
udito alcuni sventurati come lui gridare, accompagnati dai soldati. Alla fine,
stremato, si era sdraiato respirando ancora il sapore della bella marchesa che
i suoi vestiti ancora esalavano. I suoi pensieri erano agitati dall'ansia di
dover essere interrogato. Una voce lontana, lo raggiunse: “Ci uccideranno.
Nessuno di noi resterà vivo”. L’idea di morire lo spaventava più di quanto si
aspettasse. Meno delle torture che avrebbe certo subito. Lo avrebbero
costretto a confessare cose a lui sconosciute. Era caduto in una trappola e,
solo in quel momento, aveva capito che l’obiettivo era molto più in alto e
lontano da lui. Universo, sul pagliericcio, si addormentò. Era rosso in viso,
con i capelli e pesava come un piccolo torello. Non furono necessari troppi
sforzi per farlo urlare. Dopo il primo colpo già fece capire che razza di anima
avesse visto la luce. “Che nome gli metterete ?” – chiese la levatrice,
posandolo fra le braccia del padre. La partoriente, sfinita, intervenne senza
capire di cosa si stesse parlando: “Ho visto tutte le stelle dell’universo e
non pensavo che fosse così grande”. Il marito, che aveva sofferto con lei
durante il travaglio e più di ogni altra cosa al mondo temeva di perderla, emozionato,
sollevò il piccolo in aria, ripetendo le parole della moglie:”Grande come
l’Universo”. “Si – sospirò la donna confusa – lo chiameremo così”. “Come?”
“Universo”. “Ma che nome è?” – chiese ancora l’uomo. “E’ un nome bellissimo.
Si, hai ragione caro, lo chiameremo Universo”.sabato 4 agosto 2012
Nera delle dune
Il ghibli sembrava ormai un lontano ricordo. In quella capanna, al riparo dalle intemperie ci sentivamo al sicuro. Abdu, il nostro soccorritore, bevendo del tè, aprì un piccolo cofanetto e alcuni oggetti incartatati rividero la luce: monete italiane, alcune punte di lancia degli esploratori arabi al servizio degli italiani e dei ritagli di giornali del periodo:“Sono giornali egiziani. L’Egitto era sotto il controllo degli inglesi e non perdevano occasione per attaccare la politica italiana”. Ne sfogliai uno e notai che erano datati settembre 1931. Vedendo il mio interesse mi mostrò una foto tenendola con delicatezza tra le dita. Raffigurava un uomo vestito di bianco “E’ stata scattata nell’oasi di Kufra. E’ una parte importante della storia della Libia. La storia di Omar al Muktar è scritta sui libri di storia, ma nessuno sa di Kemhail, il suo fedele amico. I due si sarebbero salutati di lì a poco per non rivedersi mai più. Di lui saprete tutto. Saprete di una ragazzina chiamata Nera e del giovane tenente Filippo Razzali”. Infine, dopo un lungo silenzio, scartò un quaderno e da una pagina segnata dal tempo scivolarono due fotografie: “Il generale Graziani e il suo aiutante di campo”. Ora l’uomo sembrava appartenere ad un mondo lontano.
Nessuno di noi fiatava. Il fuoco scoppiettava, la calura sembrava ormai definitivamente alle spalle mentre un leggero vento accarezzava le dune, portando un po’ di sollievo a quella parte di mondo. Sorrise ancora quando cominciò a sfogliare con delicatezza il vecchio quaderno: “Cosa c’è lì dentro?” – chiesi. “Il diario del giovane tenente Razzali. L’ho custodito con cura, tenendolo al riparo dalle avversità del tempo. Credo che sia giunto il momento di raccontare questa storia. Il diario sarà la nostra guida attraverso il tempo. Ma ho bisogno del tuo aiuto”.
Cosi le vicende del tenente Razzali vengono narrate attraverso il suo diario, mentre le gesta degli altri protagonisti come Nera, giovane donna tuareg destinata ad essere il capo della resistenza e Kemhail maestro e amico della ragazza, vengono narrate da una voce fuori campo: il vecchio Abdu incontrato per caso dallo scrittore in viaggio nel deserto libico.
Nera della dune è disponibile in formato e-book su Amazon e GPlay
La versione cartacea è acquistabile su Amazon
Nessuno di noi fiatava. Il fuoco scoppiettava, la calura sembrava ormai definitivamente alle spalle mentre un leggero vento accarezzava le dune, portando un po’ di sollievo a quella parte di mondo. Sorrise ancora quando cominciò a sfogliare con delicatezza il vecchio quaderno: “Cosa c’è lì dentro?” – chiesi. “Il diario del giovane tenente Razzali. L’ho custodito con cura, tenendolo al riparo dalle avversità del tempo. Credo che sia giunto il momento di raccontare questa storia. Il diario sarà la nostra guida attraverso il tempo. Ma ho bisogno del tuo aiuto”.
Cosi le vicende del tenente Razzali vengono narrate attraverso il suo diario, mentre le gesta degli altri protagonisti come Nera, giovane donna tuareg destinata ad essere il capo della resistenza e Kemhail maestro e amico della ragazza, vengono narrate da una voce fuori campo: il vecchio Abdu incontrato per caso dallo scrittore in viaggio nel deserto libico.
Nera della dune è disponibile in formato e-book su Amazon e GPlay
La versione cartacea è acquistabile su Amazon
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