Roberto Fraschetti
mercoledì 8 aprile 2026
A MODENA CUBA NO ESTA SOLA
A Modena per raccontare la resistenza del popolo cubano sottoposto a una asfissia senza precedenti dall'impero.
domenica 2 aprile 2023
Hablando de Julio Antonio y Tina
A La Habana, ospite di Froilan Gonzalez y Adys Cupull, due illustri intellettuali habaneri studiosi della storia Di Julio Antonio Mella. Durante l'incontro, organizzato da Frank Gonzalez periodista di Prensa Latina, partendo dai fantastici anni '20 del secolo scorso, si è attualizzato il pensiero dei due giganti della storia cubana e italiana che costituiscono il ponte culturale e di lotta tra i due popoli. Nel video, prodotto da Prensa Latina, i momenti del confronto.
https://www.youtube.com/watch?v=oGpanQWNGms

sabato 3 settembre 2022
Un 30 agosto che non ti aspetti. A Spilamberto alla festa del PRC
domenica 1 maggio 2022
1 maggio 1925 - "L'unica uscita" di Julio Antonio Mella
Nel giorno della festa dei lavoratori, con il sottotitolo “L’unica uscita”, Mella scrisse: “Il dominio yanqui in America non è come l’antico dominio romano di conquista militare, né come l’inglese, dominio imperiale commerciale travestito da Home Rule, ma è di assoluta dominazione economica con garanzie politiche quando sono necessarie. Per queste garanzie si confezionò l’Emendamento Platt, si occuparono militarmente nazioni come Haiti e Santo Domingo con lo scopo di imporre il terrore con la violenza, per assicurare poi la collocazione delle loro plusvalenze economiche. Molti scrittori reclamano, per risolvere il problema dell’America, “una dose maggiore di patriottismo e di onorabilità”. Noi ormai non sappiamo ciò che si vuole dire con patriottismo; poiché vediamo che la prima virtù di tutti i governi è fare prestiti, consegnare la terra agli stranieri ed assassinare o espellere gli operai che si alzano a chiedere semplici diritti costituzionali contro le compagnie americane (Estrada Palma, Menocal, Zayas, Leguìa, J.V.Gomez, Estrada Cabrera, Orellana, Porfirio Diaz ecc. ecc.) Ci si dirà che non è questo il patriottismo che si chiede. Noi affermiamo che non può esserci altro nel Potere, poiché gli Stati Uniti non permetterebbero un’elezione differente. Per caso nella nostra repubblica i magnati di Washington e di Wall Street non hanno sempre imposto il Presidente che conveniva ai loro interessi? E, non hanno chiuso la principale porta di progresso dei popoli, la Rivoluzione, con l’esprimere che non si sarebbe riconosciuto nessun governo rivoluzionario…finché non avesse reso il suo vassallaggio ai signori dello zucchero e del petrolio?
In tutta l’America succede lo stesso. Non si sostiene un governo senza la volontà degli Stati Uniti, dato che l’appoggio dell’oro yanqui è più solido del voto del rispettivo popolo. Oggi i popoli non sono niente, giacché la società è fatta per essere governata dal Dollaro e non per il cittadino. Qualsiasi gran riccone di Yanquilandia ha più dollari che i cittadini di tutti i paesi d’America. Il Dollaro oggi vince il Cittadino; bisogna fare in modo che il Cittadino vinca il Dollaro. Per questo, si dirà è necessaria una rivoluzione. Si, è così; però non una rivoluzione in più come quelle che si vedono tutti i giorni nei paesi d’America: rivoluzione di affamati politicanti desiderosi di saziarsi con il bilancio ed i prestiti degli Stati Uniti. Bisogna fare la Rivoluzione Sociale nei paesi d’America. Bisogna fare la Rivoluzione dei cittadini, dei popoli, contro il Dollaro. In tutti, compreso, o meglio, negli Stati Uniti del Nord America. Lottare per la Rivoluzione Sociale in America, non è una utopia di pazzi o fanatici, è lottare per il prossimo passo in avanti nella storia. Solo quelli che hanno la mente intorpidita potranno credere che l’evoluzione dei popoli dell’America si deve fermare nelle guerre d’indipendenza, che hanno prodotto queste fattorie chiamate Repubbliche, dove governano uomini uguali, peggiori alcune volte, dei viceré ed i capitani generali spagnoli. (…) La Rivoluzione Sociale è un fatto fatale e storico, indipendente dalla volontà dei visionari propagandisti. Non si provoca lo straripamento dei fiumi, con la volontà degli uomini, ma piuttosto è il fiume che esce dal suo alveo quando questo è piccolo per la sua portata. Così è la rivoluzione nei popoli. Così gli uomini d’America, come quelli d’Europa, non possono sopportare la società capitalista, che decise di suicidarsi, secondo la felice espressione di Ingenieros (…)”
(Centroamerica en Julio Antonio Mella – A. Cupull F. González – Ed. Abril)
sabato 27 novembre 2021
Novela destaca el compromiso y la visión política de Julio Antonio Mella
Autor: Redacción Cultural | cultura@granma.cu – 27 de noviembre de 2021
Il Granma, Julio Antonio Mella e il mio volume a lui dedicato
La notte del 10 gennaio 1929, l'eroe stava camminando per una strada della capitale messicana con la fotografa e combattente comunista italiana, quando fu ucciso dagli scagnozzi del dittatore Machado. Ferito, ha detto a Tina: "Muoio per la Rivoluzione". E la gloriosa frase è stata presa dallo scrittore italiano Roberto Fraschetti per il titolo della sua più recente proposta. Un libro che esalta una persona che per lo scrittore era "un uomo straordinario", "un uragano". Il carisma, il dinamismo, le capacità di oratore e visione politica, qualità con cui ha lasciato clandestinamente Cuba per il Messico dopo essere stato imprigionato e protagonista di uno sciopero della fame di 18 giorni, che ha avuto ampie ripercussioni nazionali e internazionali, sono stati i temi evidenziati dal scrittore. Ispirato alla vita del leader rivoluzionario cubano Julio Antonio Mella, il romanzo "Muero por la Revolución" è stato presentato questo mese all'ambasciata cubana in Italia, ha riferito Prensa Latina. Fraschetti ha sottolineato l'importanza di Mella, il suo pensiero attuale, che giustifica la sua ammirazione, "anche all'ultimo momento quando tra le braccia di Tina pronuncia la famosa frase che è stata scolpita nella memoria di tutti, è quella la sua grandezza". Gianni Maritati, vice responsabile della redazione culturale del Tg1 Rai, riferendosi all'importanza e al significato dell'opera, ha sottolineato che il romanzo gli ha fatto pensare al naturalismo francese di fine Ottocento utilizzando la letteratura come indagine di realtà. A questo proposito, ha espresso che lo scrittore è come lo speleologo che va negli abissi ed emerge con nuove conoscenze a seguito di accurate indagini. D'altra parte, indica PL, l'ambasciatore, José Carlos Rodríguez, ha insistito per non limitare il rapporto tra Mella e Tina a quello di due persone che si sono amate intensamente e profondamente, pur sottolineando la necessità di trasmettere il significato e la validità del loro combatti le nuove generazioni. "Muoio per la Rivoluzione" è il quinto libro del narratore italiano, racconto di importanti passaggi storici a Cuba dal periodo coloniale al trionfo della Rivoluzione. Fraschetti è anche l'autore di Tabacco (2011), Luna nuova (2014), Il canto delle Nuvole (2017) e Il vento prima del Vento (2018).
venerdì 26 novembre 2021
Prensa Latina - Italia racconta...






